Assaporando l'amore

 

 

 

 

 

 

Un menù identitario preparato per l’occasione dallo Chef Lorenzo Filardi da degustare accompagnati dalle note del duo Stranìa, composto da Tiziana Grezzi, voce, e da Checco Pallone, eclettico chitarrista e percussionista cosentino. L’evento Jazz è promosso dal “CALABRIA JAZZ MEETING”.

 

Menù
Benvenuto degli innamorati
Prosecco millesimato con caviale di fragola
Savarin di formaggio morbido e salsa dolce ai frutti di bosco

Sguardi, coccole..baci
Tronchetto di pane tostato, zucchine marinate alla menta, baccalà fritto e aria al basilico
Carpaccio di polipo su insalatina di finocchi marinati all’arancia
Cestino di brisè con mousse di patate dolci, coda di gambero e chips di carciofi

Irresistibile fusione
Risotto alle bacche di goji e crema di gamberi

Un cuore prezioso
Fagottino croccante di cernia e pomodorini su vellutata di salsa mornay

Tris della passione
Charlotte di pere, cioccolato e peperoncino
Tiramisù al prosecco e fragole
Delizia all’ arancia e cioccolato bianco

Vino Molarella, La Pizzuta del Principe
acqua, amaro e caffè

75 € a coppia

 

Conosciamo il duo Stranìa

Stranìa cioè strana, straniera, stridente, cioè inconsueta, sfuggente, dissacrante …
da una recensione di Saro Costa – Calabria Jazz Meeting

“Un Duo che nasce dall’incontro di personalità musicali assolutamente diverse, che fin da subito hanno avvertito il piacere di suonare insieme.
La voce: morbida, limpida, fluttuante, affascinante.
La chitarra: ritmica, avvolgente, dissonante, romantica. Le percussioni: aggressive, vellutate, ancestrali.
Questi gli ingredienti di questo duo anomalo. L’una cantante jazz, pop, con uno spiccato senso melodico, l’altro musicista eclettico che si divide tra strumenti e sonorità diverse.
Affrontano stili svariati e diversi repertori, dando origine al progetto STRANIA, che si fonda sulla volontà di misurarsi con composizioni d’autore, con generi da ogni parte del mondo, dal jazz alla bossa nova fino ad arrivare a composizioni originali in lingua calabrese. Cosi nasce un sound autentico, accattivante pieno di chiaro-scuri, ombre e luci. Melodie e ritmo si rincorrono dando vita a una forma musicale personale, identitaria ma allo stesso tempo senza caratterizzazioni eccessivamente territoriali.
Il dialetto accostato al portoghese della bossa, all’inglese degli standards jazz rende la musica notevolmente affascinante.
Stranìa cioè strana, straniera, stridente, cioè inconsueta, sfuggente, dissacrante. Insomma influenze disparate rendono il tutto non catalogabile.
Le composizioni originali sono figlie di un percorso artistico senza paletti, libero, che non ha barriere di genere, categorie, forme musicali, ma trasborda, sconfina, coinvolge linguaggi diversi ma che trovano la giusta collocazione in una anima musicale unica e anarchica. Jazz? Pop? Popolare? Si perché no! Tutto questo coesiste nel duo Strania. Del resto siamo ciò che viviamo e quando si fa musica non si può essere solo una parte di ciò che si è. Perché la musica dovrebbe esserne solo una porzione? “

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