Chiamata originariamente Leutermia, Villapiana ha origini antiche, risalenti al periodo greco. Dopo l’invasione saracena, venne distrutta e poi ricostruita con il nome evocativo di ‘Casalnuovo’. Longobardi, bizantini e normanni attraversarono il suo suolo, lasciando i segni del proprio passaggio tra le viuzze del borgo e nei resti dell’antico castello. Ancora oggi, la torre domina sulla piazza principale, anticamente detta ‘Porta degli Angeli’. Nel 1863, subito dopo l’Unità d’Italia, Casalnuovo prese l’attuale nome di Villapiana.

Chiunque visiti Villapiana potrà scoprire, nell’arco di pochi chilometri, la maestosità del Parco Nazionale del Pollino e la bellezza della costa ionica. Tra boschi incontaminati in cui domina il Pino Loricato è possibile scoprire borghi suggestivi, come Civita e Morano Calabro, mentre, per chi desidera stupirsi davanti a panorami mozzafiato, può scegliere di praticare canyoning o rafting lungo le suggestive Gole del Raganello.

Spostando lo sguardo sulla costa ionica, invece, dal Castello di Roseto Capo Spulico si percorre il litorale fino a raggiungere Rossano e la sua splendida Cattedrale Bizantina. Tappa obbligata per chiunque percorra l’alto ionio cosentino è, infine, il Parco Archeologico di Sibari, in cui è possibile ammirare i resti di ben tre città: Sibari, Thurii e Copia.

Tra i vicoli dei piccoli borghi di montagna e i paesi della costa, profumi e sapori unici si uniscono in un connubio perfetto. Accanto ai prodotti tipici calabresi come la ‘Nduja di Spilinga, la Cipolla Rossa di Tropea, il maiale nero di Canna, il peperoncino piccante di Soverato, è possibile scoprire nuovi ed inaspettati sapori. Dal mare arriva la mustica o ‘rosamarina’, ricavata dai piccoli neonati di acciuga, considerato il ‘caviale’ calabrese.

Mentre dalla terra cresce spontaneamente l’aromatica liquirizia. Sempre sulla costa, i ‘giardini’ di Trebisacce regalano il cosiddetto ‘biondo tardivo’, un arancio che matura a primavera inoltrata, mentre Rocca Imperiale profuma il litorale grazie all’aroma del suo limone IGP. Dalla montagna, invece, Cerchiara offre a tutto il circondario il suo famoso pane, dalla forma a ‘gobba’ e il gusto intenso, mentre Saracena produce il celebre moscato passito, Presidio Slow Food.