lenticchie

Il cenone di San Silvestro è alle porte e non può mancare sulle nostre tavole il cotechino con le lenticchie. Secondo la tradizione, se mangiate nella notte tra il 31 dicembre e il 1 gennaio, le lenticchie sarebbero un augurio di prosperità e fortuna per l’anno appena iniziato. Ma le lenticchie non sono solo di buon auspicio: ricche di fibre, sali minerali e vitamine sono anche il legume più antico coltivato dall’uomo. Scopriamo, allora, qualcosa in più su questa ‘carne dei poveri’ e sperimentiamo un diverso modo di cucinarle grazie a una gustosissima ricetta proposta dallo chef Lorenzo Filardi.

Coltivate già nel 7000 a.C. in Asia, le lenticchie si diffusero rapidamente in tutto il Mediterraneo, divenendo uno degli alimenti più utilizzati dai greci e dai romani. In Grecia, la lenticchia era un cibo popolare e veniva considerata una ghiottoneria; addirittura veniva preparato un gustosissimo pane realizzato con la farina di lenticchie. Inoltre, già dall’antica Grecia, troviamo testimonianze dell’abbinamento delle lenticchie con carne di maiale, in particolare, con la salsiccia.

Tuttavia, è in epoca romana che ha origine la credenza secondo la quale le lenticchie portino fortuna. Proprio i romani erano soliti regalare la ‘scarsella’, una borsa di cuoio usata solitamente per conservare del denaro, che veniva riempita con delle lenticchie per augurare che quei legumi potessero trasformarsi in monete. Sempre alla tradizione romana è attribuita la leggenda secondo la quale l’obelisco egizio collocato in Piazza San Pietro attraversò il Mediterraneo trasportato in una nave immerso in un carico di lenticchie.

Questo legume è protagonista anche di un’altra ‘leggenda’, il famoso episodio biblico che vede protagonisti Giacobbe e Esaù, figli di Isacco. Secondo la tradizione, Esaù, tornando a casa stanco e affamato, vide suo fratello Giacobbe preparare una zuppa di lenticchie rosse. Quest’ultimo, vedendo lo stato del fratello, decise di approfittare della situazione per chiedere ad Esaù di cedergli la sua primogenitura in cambio di un piatto di lenticchie. Esaù cedette ciò che gli spettava di diritto e Giacobbe diventò il diretto discendente di Isacco. Da qui l’espressione ‘vendersi per un piatto di lenticchie’.

Tornando alla storia, le lenticchie continuano ad essere consumate anche nel Medioevo come cibo nutriente ed economico; mentre tra il Rinascimento e l’Illuminismo, le lenticchie vengono viste come un cibo destinato ai poveri, non adatto alla nobiltà. Nonostante le mode, le lenticchie non abbandonarono mai le nostre tavole.

Famose in tutto il mondo, le lenticchie rivestono un ruolo di rilievo proprio in Italia. Le qualità più pregiate provengono proprio dal bel Paese: dalle famose lenticchie IGP di Castelluccio di Norcia a quelle di Mormanno. Queste ultime, in particolare, dal seme molto piccolo (tipico delle zone fredde) e un colore che oscilla dal rosa al verde al beige, è tra le più note.

Proprio la lenticchia di Mormanno è la protagonista del piatto che oggi vi propone lo chef Lorenzo: ‘Vellutata di lenticchie con pancetta croccante e crosta di sfoglia’.

Ingredienti:
Lenticchie di Mormanno
Carote
Sedano
Cipolle
Aglio
Brodo di carne
Pancetta
Pasta sfoglia
Sale

Effettuate con cura il lavaggio delle lenticchie. Una volta pulite, mettetele sul fuoco insieme a una brunoise (dadini regolari di circa 2mm per lato) di carote, sedano e cipolla. Aggiungete anche uno spicchio di aglio intero in modo da toglierlo in seguito. Aggiungete del brodo di carne (2/3 rispetto alla quantità di verdure) e lasciate cuocere il tutto a fiamma moderata per due ore circa. A fine cottura aggiungete il sale e passate le lenticchie con un frullatore a immersione in modo da ottenere una crema liscia. Per eliminare le eventuali bolle d’aria generate durante l’operazione precedente, rimettete il passato di lenticchie sul fuoco per pochi minuti. Nel frattempo, tagliate la pancetta a dadini (circa un centimetro per lato) e fatela rosolare in una padella antiaderente. Una volta pronte, versate la vellutata di lenticchie in una terrina di terracotta, distribuite sulla superficie 3 o 4 pezzetti di pancetta croccante e ricoprite il tutto con uno strato di pasta sfoglia. Infornate in forno preriscaldato per 18 minuti a 195 gradi.

Non vi resta che provare la ricetta proposta dallo chef Lorenzo oppure, se volete essere coccolati per il 31 dicembre, venite a trovarci direttamente alla Trattoria Casalnuovo. Vi aspetta un ricco e gustosissimo menù… Da leccarsi i baffi!

Menù-Capodanno

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